Associazione Comunità Nazaret

Pi├╣ forte della morte ├Ę l'amore

A Saverio da Loretta


Più forte della morte è l’amore…” mi viene da dire parafrasando il Cantico dei Cantici, oggi che mi metto umilmente accanto a te Saverio, alla tua famiglia straordinaria, a condividere con il cuore, con l’anima, con la mente, il momento della perdita e a cercare di comprendere il mistero di questa esistenza, il significato di ogni gesto di amore di cui nel corso di questi 11 lunghi anni di conoscenza, di vicinanza e di impegno comune nell’Associazione Comunità Nazareth, io, come tanti altri, sono stata testimone.

Un modo speciale e inimitabile di amare ho visto agire da queste persone che voglio nominare una a una: Saverio, Rita, Marsilio, due genitori per i quali non esistono definizioni, la zia Anna infaticabile costruttrice di bene, il nonno Emilio, pietra angolare nella vita dei suoi cari, Francesco, uno speciale tesoro di fratello, la nonna Eufemia che da tempo lo ha preceduto in cielo, scrigno di lucida saggezza e di tenerezza, e tutti gli altri parenti e amici contaminati da questo modo speciale di vivere il dolore, la malattia, l’approssimarsi della fine.

Se ognuno di noi fosse capace di restituire almeno un pezzetto di questo esempio di coraggio, di apertura e di lotta per la vita, di fede autentica vissuta accanto, ai piedi e sulla Croce, che questi amici ci hanno donato, potremmo inondare di luce le nostre esistenze e quelle di chi ci sta vicino.

Perché si è trattato di una grande lezione di vita per ognuno di noi; di fronte all’inaudito, giorno per giorno, rimboccarsi le maniche, affrontare fatiche fisiche e psicologiche che a molti di noi sembravano impossibili: quanto hanno lavorato le braccia di questi genitori, di questo nonno, quanti chilometri hanno corso per ogni nuova tappa della implacabile e vorace malattia, quante notti insonni, quante lacrime versate nel silenzio.

A noi avete sempre donato il meglio: il sorriso, la gentilezza, l’accoglienza, la sollecitudine verso i nostri familiari, le porte aperte delle vostre case, la condivisione vera, a noi avete insegnato che quando siamo colpiti da un dolore così atroce si può continuare a vivere, a impegnarsi, a svolgere il proprio lavoro in maniera impeccabile, a non tagliare mai i ponti, a intessere nei luoghi stessi della sofferenza nuove e preziose amicizie, sbocciate sempre alla luce, mai nel buio, avete coltivato la fede sostanziandola insieme a Saverio e l’avete suscitata in altri.

Ho capito pensando a voi cosa vuol dire “indossare le armi della luce e gettare via le opere delle tenebre” di cui parla l’apostolo Paolo, ho capito che dono mi ha dato il Signore facendoci incontrare e questo oggi lo testimoniano decine e decine di persone toccate come me dall’incontro con Saverio e con voi.

Lui, il suo sguardo, la bellezza del suo sorriso, quella sua consapevolezza, che quando l’ho conosciuto ancora bambino mi aveva così colpito, un suo essere già grande, non perchè non avesse tutti i desideri e le caratteristiche di un bambino, ma perché il suo sguardo vedeva già oltre, lontano; il suo mistero che noi oggi possiamo solo contemplare, era come se fosse già impresso in lui.

Vorrei essere una goccia di balsamo per le vostre ferite, carissimi amici, più che amici, fratelli e sorelle al mio cuore, ma di una cosa sono certa: Colui che ha scelto Saverio per porlo tra gli eletti e lo tiene ora amorevolmente tra le sue braccia, non ci lascerà e non vi lascerà mai soli. Sta a noi far vivere Cristo su questa terra, è tra noi che in questo momento più che mai egli abita, è Lui che può darci la capacità di porci accanto a voi e di farvi sentire tutto il nostro affetto e la vicinanza nel tempo che verrà.

Voi siete la testimonianza vivente di cosa vuol dire essere degni dell’amore di Dio.

Saverio ci ha insegnato un nuovo alfabeto dell’amore, che dobbiamo imparare a praticare e diffondere, perché se lui c’è stato questo è possibile.

Davanti a te Saverio possiamo osare dirlo: Più forte della morte è l’amore.

Grazie

 

Loretta